OPERAMONDO

 

 

Dans vos viviers, dans vos étangs,
Carpes, que vous vivez longtemps!
Est-ce que la mort vous oublie,
Poissons de la mélancolie.

 

UN MONDO DI LIBRI

UN LIBRO DEL MONDO

LATORRE.EDITORE

 

 

 

 

 

DIZIONE E PRONUNCIA 

                 

ESERCIZI DI PRONUNCIA

 

Esercizio 49

 

VOCE Nazzareno Luigi Todarello

 

 1/26  Gli porsi la mano ma lui disse: porsi faccia a faccia non vuol dire far pace

 

 


 

2/26  Prima pose lentamente il bicchiere, poi disse: non sopporto più le tue pose, addio.

 

 


 

3/26  Dopo aver posto la posta nella buca, il postino prese a morsi il cane.

 

 


 4/26  Sire, mio re, ascoltate bene questa nota, è un re, non un sol, un re, ascoltate bene, un re, mio re.

 

 


 5/26  Ho preso un tal colpo di freddo alle reni, da temere per i miei poveri vecchi reni.

 

 


 

6/26  Là nella rocca avita, la lenta regina fila e rifila alla rocca.

 

 


 7/26  Ho fatto solo cinquecento chilometri, ogni volta che rodo una macchina, mi rodo il fegato ad andar piano.

 

 


 8/26  Attenzione: rogo è il fuoco, rogo è un termine notarile desueto.

 

 


 9/26  La rosa è un fiore, un fiore, a forza di dirlo ho rosa la voce, che cosa indecente.

 

 


 10/26  Il vecchio cantore intonò accompagnandosi al suono della rotta la rotta di Roncisvalle.

 

 


 11/26  Lo scopo della vita di mia moglie? Buttare via la scopa. Me lo ripete sempre: non scopo più.

 

 

 


 12/26  Negli anni scorsi la mia vita era sempre uguale, poi scorsi un ideale nel volontariato.

 

 


 13/26  Io sono uno che ama la poesia del Duecento: il suono, il ‘sono’, dei versi antichi mi esalta.

 

 


 14/26  Per una sorta di riscatto morale, per un desiderio di rivincita è sorta dalla sua umile condizione, la sua sorte è cambiata.

 

 


 15/26  Non tema, il tema della mia orazione non la imbarazzerà.

 

 


 16/26  La mia tesi è questa: gli animi tesi, le intelligenze tese danno buoni frutti.

 

 


 17/26  Il tocco che il magistrato ha sul capo non è il tocco delle mani del pianista.

 

 


18/26  Mirate quella torre, disse il condottiero, a lui la voglio torre e prenderla per me.

 

 

 


20/26  Sullo scoglio un veglio di bianco pelo guardava il mare, come dicendo: io veglio sul destino dell’uomo.

 

 

 


21/26  Vendette il suo onore, dalle vendette proclamate si piegò ai compromessi più biechi.

 

 

 


22/26  Per ben venti minuti stetti in cima al colle, sotto le nubi, tra i venti dell’ovest.

 

 


23/26  Mia moglie si chiama Vera, è una vera padrona di casa e mi ama, non si toglie la vera nuziale neanche per lavare i piatti.

 

 

 


24/26  Se mi volgo indietro rifletto stupito: come ho potuto pensare che il popolo, il ‘volgo’ dicevo una volta, sia da disprezzare?

 

 

 


25/26  Mi volto, il tuo volto è scomparso, solo la nebbia rimane.

 

 

 


26/26  Il verso più bello di Dante? “Ma sé rivolge come suole a voto”, ecco, io voto per questo.

 

 

 




 

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