Autore · poesia

BEPPE
PEZZ

Una poesia che guarda al Novecento con disincanto, ironia e memoria, popolata da bar, strade, cinema, canzoni e figure quotidiane.

Beppe Pezz
«Se poi un giorno persino io dovrò morire...»

Personaggi della strada, bar, cinema in bianco e nero, canzoni da ballare: un Novecento che continua a vivere nella poesia.

Presentazione

Beppe Pezz

Ecco, alla fine del secondo decennio del 2000, un libretto che profuma tutto di Novecento. Il suo autore, tanto schivo da non voler essere chiamato con il suo vero nome, ha descritto il suo tempo con il disincanto di quei poeti che “non se la tirano” e si guardano attorno con stupore, senza prendersi troppo sul serio. Ma la sua è poesia vera, e di gran classe, perché quei suoi personaggi della strada, i suoi bar, i divi del cinema in bianco e nero, le canzoni da ballare, le sigarette, i dancing fumosi, le ragazze con la gonna, i vecchi che camminano a braccetto… saltano dalla pagina alla fantasia di chi legge e là restano. Insieme all’autoironia che ne è il condimento principale.

«Se poi un giorno persino io dovrò morire / voglio che metti le mie ceneri in un barattolo da capperi».

Il libro

PORTARE A SERA
IL GIORNO

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OPERAMONDOlibri