Musica in teatro
prima dell'opera
Sono molte le forme
musicali del Cinquecento italiano che vengono utilizzate a
teatro negli intermedi: mottetti, madrigali, villanelle,
toccate, ecc. Durante la rappresentazione di tragedie e commedie, inoltre, si
pratica altra musica, nei modi del preludio, della battaglia, della serenata o
della canzone. Molte volte si assiste alla esibizione di cori importanti, come
quelli scritti da Gabrieli per l'Edipo re di Sofocle, messo in scena per
l'inaugurazione del Teatro Olimpico di Vicenza (1585). La Commedia dell'arte a
sua volta fa un grande uso della musica, soprattutto canzonette. Molta musica
viene eseguita anche durante gli spettacoli di corte in Francia ('ballet de
cour') e in Inghilterra ('mask'). Abbondantissima poi la presenza musicale in
quel genere teatrale nuovo e di grande successo che è la favola pastorale
(Aminta del Tasso e Pastor fido del Guarini, in testa), genere che è assai ricco
di pretesti per canzoni, sfoghi canori di ogni genere, melodie di tristezza, di
amore e di abbandono. La musica della Commedia dell'arte e della favola
pastorale è musica monodica, canto a voce sola, una sola linea melodica sopra un
semplice accompagnamento strumentale, niente a che vedere con la ricca e dotta
scrittura delle messe, dei mottetti, dei madrigali che assommano più linee
vocali senza accompagnamento. Proprio questo canto melodico ed espressivo,
lontano dalla severa polifonia, con il suo tono fresco, sentimentale e
brillante, accompagnato secondo la tecnica del 'basso continuo', cioè con una
linea musicale bassa ininterrotta su cui gli strumenti devono improvvisare, è il
mezzo espressivo che serve agli ideatori dello spettacolo teatrale totalmente
cantato. E' la musica più adatta alla espressione degli 'affetti' cioè dei
sentimenti, nelle loro varie sfaccettature.