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La storia dell'Opera

 

Bernardo Buontalenti, Ninfa marina, disegno per i costumi della Pellegrina. Firenze, Biblioteca Nazionale Firenze, 1589

 

 

Bernardo Buontalenti (che per la genialità delle trovate pirotecniche è chiamato 'Bernardo delle girandole') supera se stesso. Gli aristocratici europei, presenti alle nozze di Ferdinando De' Medici, restano ammirati dalla fastosità scenografica dell'allestimento di sala, le cui pareti sono coperte all’inizio da cortine di colore neutro che mettano in risalto, per gli occhi dei gentiluomini, la bellezza e l’eleganza delle dame. Una volta accomodati gli spettatori, le cortine scendono e rivelano la meravigliose decorazioni: “di così reale di così eccelsa magnificenza, e di tanta e non immaginata bellezza, che, rimasi attoniti e stupefatti, tutti, come trasecolati, intorno lo rimiravano". (De’ Rossi, in Zorzi 1977, 118). La commedia rappresentata è La Pellegrina, di G. Bargagli, ma ciò che conta veramente sono gli intermezzi, nei quali il Buontalenti (scenografo, costumista, decoratore e direttore di scena, oltre che costruttore del teatro) profonde tutta la sua inventiva, offrendo agli spettatori non più una scena fissa, ma una serie ininterrotta di scene mutevoli e di straordinari effetti. Nel quarto intermezzo, per esempio: “Comparve in Scena (ma in aria), avanti che si mutasse la prospettiva, un carro dorato". La ricerca di effetti che destino meraviglia continua sono il segno di un’età e di una cultura combattute, scrive Ludovico Zorzi (1977, 114), tra il “conformismo e il progresso, la gravità e la licenza, lo scientismo e il ‘capriccio [...]. Un’età che con la sua inquietudine intellettuale, la sua tendenza all'investigazione dei segreti minerali e biologici, il lusso, il decorativismo, il turgore fisico e la tensione emotiva, con l'intensità calcolata e pregnante dei suoi simboli [...], fissa in un momento di sospeso equilibrio il crepuscolo, carico di risonanze europee, del rinascimento fiorentino".     

 

 

 

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