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La storia dell'Opera

La commedia dell'arte e l'opera lirica

Il comico dell'arte Carlo Cantù in costume da Buffetto

Tutti gli spettacoli dei comici dell'arte hanno una importante componente musicale. D'altronde tutto il teatro  del secondo Cinquecento fa uso sempre più massiccio di cori, canzoni, intermezzi danzati. La vicinanza dei comici delle compagnie più prestigiose con gli ambienti della nascente opera musicale è rilevante. Nino Pirrotta sottolinea la presenza di maschere in opere liriche - come in Chi soffre speri di Virginio Mazzocchi e Marco Mazzaroli su libretto di Giulio Rospigliosi (Roma, 1639) opera in cui sono previsti tra i personaggi Coviello, Zanni, Moschino, Colillo e Frittellino - e, soprattutto, mette in relazione i canovacci con i libretti d'opera, evidenziandone la funzionalità nei confronti dello spettacolo in quanto 'piani d'azione': "Nessuno ha mai intrapreso un confronto tra gli scenari dei comici e i soggetti dei libretti d'opera, perché gli esperti in ciascuno di questi campi solitamente a malapena sono interessati uno all'altro. Ma sarebbe facile concludere che non vi è differenza tra loro, tranne che i libretti d'opera abbracciano un campo di soggetti meno vasto di quello degli scenari". (Pirrotta 1984, 358). Nella seconda metà del XVII sec. la Commedia dell'Arte si impoverisce anche per la concorrenza dell'opera e di altre forme di teatro musicale, come la comédie-ballet francese, il masque inglese e il Singspiel dei paesi di lingua tedesca. L'opera buffa napoletana soprattutto trae intrecci e personaggi dalla Commedia dell'Arte e ne raccoglie, in un certo senso, l'eredità.

 

 

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