La commedia dell'arte e
l'opera lirica
Il
comico dell'arte Carlo Cantù in costume da Buffetto
Tutti gli
spettacoli dei comici dell'arte hanno una importante componente musicale.
D'altronde tutto il teatro
del secondo Cinquecento fa uso sempre più
massiccio di cori, canzoni, intermezzi danzati. La vicinanza dei comici delle
compagnie più prestigiose con gli ambienti della nascente opera musicale è
rilevante. Nino Pirrotta sottolinea la presenza di maschere in opere liriche -
come in Chi soffre speri di Virginio Mazzocchi e Marco Mazzaroli su libretto di
Giulio Rospigliosi (Roma, 1639) opera in cui sono previsti tra i personaggi
Coviello, Zanni, Moschino, Colillo e Frittellino - e, soprattutto, mette in
relazione i canovacci con i libretti d'opera, evidenziandone la funzionalità nei
confronti dello spettacolo in quanto 'piani d'azione': "Nessuno ha mai
intrapreso un confronto tra gli scenari dei comici e i soggetti dei libretti
d'opera, perché gli esperti in ciascuno di questi campi solitamente a malapena
sono interessati uno all'altro. Ma sarebbe facile concludere che non vi è
differenza tra loro, tranne che i libretti d'opera abbracciano un campo di
soggetti meno vasto di quello degli scenari". (Pirrotta