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Sommario

Nel_mezzo_del_cammino

Catullo 55 poesie

Borges Antologia lirica

Leopardi Antologia lirica

 

 

Torquato Tasso 

(Sorrento, Napoli 1544 - Roma 1595)

 

Voce Nazzareno Luigi Todarello

 

Io non posso gioire   

Io veggio in cielo scintillar le stelle   

Amor l'alma m'allaccia   

Come vivrò ne le mie pene, Amore  

Già non son io contento  

 

 

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Io non posso gioire                                       
lunge da voi, che siete il mio desire;
ma 'l mio pensier fallace
passa monti e campagne e mari e fiumi;
e m'avvicina e sface
al dolce foco de' be' vostri lumi;
e 'l languir sì mi piace
ch'infinito diletto ho nel martire.    
top

 

Rime per Lucrezia Bendidio, XXIII

 

 

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Come vivrò ne le mie pene, Amore,                   

sì lunge dal mio core,

se la dolce memoria non m'aita

di lei ch'è la mia vita?

Dolce memoria e spene,

imaginata vista e caro obietto,

voi siete il mio diletto

la mia vita e 'l mio bene;

ma pur mezzo son io tra morto e vivo,

poi che del cor son privo.     top

 

Rime per Lucrezia Bendidio, XXV

 

 

Camminando di notte prega le stelle che guidino il suo corso.

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Io veggio in cielo scintillar le stelle           

oltre l'usato e lampeggiar tremanti,

come ne gli occhi de' cortesi amanti

noi rimiriam talor vive facelle.

 

Aman forse là suso, o pur son elle

pietose a' nostri affanni, a' nostri pianti?

mentre scorgon le insidie e i passi erranti

là dove altri d'Amor goda e favelle?

 

Cortesi luci, se Leandro in mare

o traviato peregrin foss'io

non mi sareste di soccorso avare:

 

così vi faccia il sol più belle e chiare,

siate nel dubbio corso al desir mio

fide mie duci e scorte amate e care.     top

 

Rime per Lucrezia Bendidio, XXXIII

 

 

Non avendo ardire di parlar con la sua donna nel ballo, prega Amore che sciolga i legami de la lingua e raddoppi quelli del core.

                                                                 
 

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Amor l'alma m'allaccia

di dolci aspre catene:

non mi doglio io per ciò, ma ben l'accuso

che mi leghi ed affrene

la lingua a ciò ch'io taccia

anzi a madonna timido e confuso

e 'n mia ragion deluso.

Sciogli, pietoso Amore,

la lingua, e se non vuoi

che mi stringa un sol men de' lacci tuoi

tanti n'aggiungi in quella vece al core.     top

 

Rime per Lucrezia Bendidio, XLVII

 

 

 

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Già non son io contento                                     

lunge da voi, che sete il mio tormento,

in così dolce modo

m'arde il pensier; ma s'egli a voi mi giunge

io vi rimiro ed odo

allora più vicin che son più lunge,

ed amo ed ardo e godo

più del mio foco se maggior il sento.     top

 

Rime per Lucrezia Bendidio, XXIV


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