Opera

TEATROMONDO

MODACOSTUME

vaghe.stelle

LTE


vaghe.stelle         


                      Precedente ] Home ] Successiva ]                                                                                                                                  

Sommario

Nel_mezzo_del_cammino

Catullo 55 poesie

Borges Antologia lirica

Leopardi Antologia lirica

 

 

LUIGI MERCANTINI

(Ripatransone, Ascoli Piceno 1821 - Palermo 1872)

                                                        

 

scarica mp3

 

 

LA SPIGOLATRICE DI SAPRI

 

Eran trecento: eran giovani e forti:

          E sono morti!

 

     Me ne andavo al mattino a spigolare

Quando ho visto una barca in mezzo al mare:

Era una barca che andava a vapore,

E issava una bandiera tricolore.

All’isola di Ponza si è fermata,

È stata un poco, e poi s’è ritornata;

S’è ritornata, e qui è venuta a terra;

Sceser con l’armi, a noi non fecer guerra.

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E sono morti!

 

     Sceser con l’armi, e a noi non fecer guerra,

Ma s’inchinaron per baciar la terra:

Ad uno ad uno li guardai nel viso;

Tutti aveano una lagrima e un sorriso:

Li disser ladri usciti dalle tane,

Ma non portaron via nemmeno un pane;

E li sentii mandare un solo grido:

— Siam venuti a morir pel nostro lido!—

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E sono morti!

 

     Con gli occhi azzurri e coi capelli d’oro

Un giovin camminava innanzi a loro;

Mi feci ardita, e presolo per la mano,

Gli chiesi: —Dove vai, bel capitano?

Guardommi, e mi rispose: —O mia sorella,

Vado a morir per la mia Patria bella!—

Io mi sentii tremare tutto il core,

Né potei dirgli: —V’aiuti il Signore!—

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E sono morti!

 

     Quel giorno mi scordai di spigolare,

E dietro a loro mi misi ad andare:

Due volte si scontrar con li gendarmi,

E l’una e l’altra li spogliar dell’armi:

Ma quando fûr della Certosa ai muri,

S’udirono a suonar trombe e tamburi;

E tra il fumo e gli spari e le scintille

Piombaron loro addosso più di mille.

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E sono morti!

 

     Eran trecento, e non voller fuggire;

Parean tremila e vollero morire:

Ma vollero morir col ferro in mano,

E innanzi ad essi correa sangue il piano.

Finchè pugnar vid’io, per lor pregai;

Ma a un tratto venni men, né più guardai...

Io non vedeva più fra mezzo a loro

Quegli occhi azzurri e quei capelli d’oro!...

 

     Eran trecento: eran giovani e forti:

          E sono morti!

 

 

Voce Nazzareno Luigi Todarello


Copyright LATORRE EDITORE 2007-2019  redazione@latorre-editore.it