IL TEATRO MEDICEO
Firenze, 1586 Per inaugurare il
Teatro Mediceo che
Bernardo Buontalenti (1536-1608) ha costruito in una sala a due piani del palazzo degli
Uffizi, lo stesso Buontalenti allestisce L'amico fido di G. Bardi con scene
illusionistiche. L’illusione comincia già dalla sala, entrando nella quale gli
spettatori hanno l'impressione di entrare in un giardino: “Sopra i gradi
cominciava un ordine di balaustri finti di finissimi marmi, che formavano un
vaghissimo ballatoio; dal piano di questa sorgea una spalliera di mortella
fiorita; dopo questa, in cima di varie piante d'ogni sorta di frutti, vedeansi
pendere gran quantità di pomi, altri acerbi, altri maturi, e tali ancora appena
usciti del fiore; fra dette piante vedeansi camminare diversi animali, come
lepri, capriuoli, ed altri sì fatti, che parevano veri particolarmente nel moto,
che e' facevano attorno alle piante; eranvi più sorte d'uccelli, alcuni de’
quali con ali spiegate vedeansi nell'aria quasi volando; ne' vani tra finestra e
finestra erano vasi di bellissime piante odorifere, ed altre di fiori di tutta
bellezza, che spargevano odore soavissimo; ed insomma con tutto quest'ornamento
facevasi comparire un vero ed amenissimo giardino» (Baldinucci, in Zorzi 1977,
112). La scena coniuga anch’essa elementi artificiali e particolari reali. Sullo
sfondo che mostra in prospettiva una veduta antologica di Firenze si muovono
attori in carne e ossa e, in lontananza, sagome di cavalieri, carrozze e cocchi
in movimento. Questo allestimento ha una grande importanza nell'evoluzione del
concetto di spazio scenico, in quanto inaugura il consapevole uso della
prospettiva non più come strumento intellettuale di strutturazione dello spazio,
ma come mezzo di fascinazione illusionistica.