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La storia dell'Opera

Mercurio e Marte

Parma, 21 dicembre 1628 Si inaugura a dieci anni di distanza dalla sua edificazione, il Teatro Farnese. L’occasione è fornita dal matrimonio di Odoardo Farnese con Margherita de’ Medici. Lo spettacolo, Mercurio e Marte, è un’opera-torneo ‘inventata’ da Claudio Achillini, con musiche di Claudio Monteverdi, ricchissima di effetti scenografici e scenotecnici realizzati da Alfonso Rivarola detto ‘il Chenda’ (1591-1640), Francesco Guitti e Francesco Mazzi. Ad un certo punto la platea viene inondata. Gli spettatori seduti nella cavea a gradoni assistono all’emersione di otto tritoni e al duello finale su un’isola. Sono molte le corti italiane che allestiscono opere-torneo. Il genere, misto di poesia, musica, torneo e balletto, si presta alla realizzazione di spettacoli fastosissimi di grande impatto sensoriale. Come tutte le altre forme di spettacolo nate nelle corti italiane, anche questo ha una grande fortuna presso le grandi capitali europee, come a Vienna, per esempio, dove nel 1652, in un’opera-torneo in onore dell’infanta di Spagna, combatteranno tra loro le quattro parti del mondo. Allestitore l’italiano Giovanni Burnacini (1602-1655), padre di Ludovico.

 

 

 

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