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GIAMBATTISTA REALE

 

 

Giambattista Reale nasce a Foggia il 1° aprile 1983. Pochi anni dopo si trasferisce con la famiglia a Chiavari, nel Levante ligure, insieme a mamma Pina e papà Mario. Cresce in una famiglia umile e semplice, animata dal desiderio più grande: offrirgli una vita serena, fatta di affetto, stabilità e amore quotidiano. Nel 1990 nasce la sorellina Marina, una gioia immensa per Giambattista, che da quel momento diventa finalmente fratello maggiore. Quel legame, profondo e speciale, accompagnerà tutta la sua vita. All’età di nove anni Giambattista scopre di avere un tumore maligno al cervelletto, un medulloblastoma. Affrontare una malattia così dura da bambino non è semplice, ma lui dimostra da subito una forza straordinaria e una grande voglia di vivere. Grazie ai medici dell’Istituto Gaslini di Genova, dopo interventi e cure, il tumore viene rimosso. Nonostante le difficoltà, Giambattista prosegue il suo percorso con determinazione. Frequenta l’Istituto di Economia Aziendale a Chiavari e si diploma brillantemente. Terminati gli studi, desidera lavorare e inizia come impiegato in un’azienda dell’entroterra ligure. Ma dentro di lui vive da sempre un’altra passione: i libri. Ama leggere e, soprattutto, scrivere racconti di fantasia. In seguito lavora nella biblioteca comunale del paese, un luogo che sembra accogliere naturalmente il suo mondo interiore. Tra scaffali, pagine e silenzi, cresce in lui il desiderio di condividere le storie che aveva custodito per anni. La scrittura diventa per Giambattista uno spazio di libertà, un modo per oltrepassare i confini della sofferenza e dare forma a universi popolati da avventure, viaggi nel tempo, pianeti misteriosi, creature fantastiche e giovani protagonisti coraggiosi. Nei racconti raccolti in questo libro si ritrova il suo sguardo: curioso, limpido, capace di trasformare la realtà in meraviglia. La fantascienza, per lui, non è soltanto evasione, ma un oceano di misteri in cui navigare con immaginazione, speranza e desiderio di vita. A ventiquattro anni, durante i controlli periodici, deve affrontare l'ultima battaglia: il tumore è tornato, questa volta in forma più aggressiva. L’unica strada possibile è quella delle cure palliative: il Gaslini, con l’aiuto e la presenza costante del dottor Luca Manfredini, una persona ricordata con immensa gratitudine e affetto. Nel suo cammino Giambattista incontra ostacoli, dolore e delusioni, ma anche amicizie sincere e presenze importanti, tra cui il parroco del paese, don Matteo. Nulla, intanto, riesce a spegnere la sua voglia di scrivere.

Il ricordo della sorella Marina “La sera in cui è entrato in coma non ero a casa, ero via con amici, era venerdì 17 luglio 2009. Una giornata estiva qualunque, niente aveva preannunciato quello che sarebbe successo. Verso l'ora di cena ha fatto la doccia con l'aiuto di mia mamma e ha chiesto di me, a che ora sarei tornata a casa, e poi è andato a letto a dormire. Durante la notte però è entrato in coma, a quel punto i miei genitori mi hanno chiamata e sono corsa a casa. Li presente c'era anche il dottor Manfredini che non ci hai mai lasciati soli. Fino a che nelle prime ore del mattino del 18 luglio 2009 mio fratello se n'è andato, nel suo letto, nella sua camera, circondato dalla sua famiglia, nella casa che aveva sognato e che da poco era diventata la nostra e papà aveva ristrutturato velocemente per poterla far vivere anche a lui.”

I racconti di Giambattista restano: traccia viva della sua fantasia, del suo coraggio e del suo desiderio di lasciare qualcosa agli altri. Questo libro nasce da quel desiderio: condividere la sua voce, il suo immaginario e il suo modo unico di guardare oltre il reale. Chi lo ha conosciuto potrà ritrovarlo in queste pagine; chi non lo ha incontrato potrà avvicinarsi a lui attraverso le storie che ha lasciato, pronte a essere lette, vissute e custodite.

 

 

 

 

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