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Matsuo Bashō Haiku
Da Da secoli Matsuo
Bashō è il poeta più amato dai Giapponesi. Perché in lui avvertono l'anima della
loro cultura tradizionale. E perché la sua poesia finì per coincidere con
l'itinerario quotidiano dell'esistenza. Bashō liberò l’haiku dalla eccessiva
ricercatezza stilistica e lo rese più vicino alla vita. Si racconta che dopo
aver letto una composizione del discepolo Kikaku, gli disse: “Hai la debolezza
di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per
cose che ti sono vicine”.
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Matsuo Bashō Haiku
ali d’incenso pètali d’orchidea come farfalle
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Matsuo Bashō Haiku
La presente traduzione, condotta
scegliendo dalla raccolta integrale pubblicata recentemente in Francia
(Seigneur
ermite: L'intégrale des haïkus, édition bilingue français-japonais, Edition de
la Table Ronde, 2012) vuole restituire la
semplicità naturale dell’originale. E contemporaneamente mantenere la
formalizzazione metrica. Ogni haiku è stato inserito in una forma italiana di
5/7/5 sillabe. Tre versi brevi, che pur non corrispondendo perfettamente alla
struttura originale (cosa impossibile!) rende comunque per analogia il senso di
quel tipo di composizione. In realtà bisognerebbe parlare non di sillabe ma di
“punti vocalici”. Per cui, per essere precisi, diciamo che ho usato versi di
5/7/5 punti vocalici. Il primo e il terzo verso hanno l’ultimo accento in quarta
posizione, il secondo in sesta. Questo fa di loro “due quinari” e “un
settenario”. Questo perché occorre tenere presente che punti vocalici e sillabe
non sempre coincidono. La lingua italiana, per sua intrinseca struttura, non dà
rilievo ritmico alle sillabe atone che seguono l’ultimo battito del verso.
Inoltre spesso sillabe vicine si fondono in un unico punto vocalico, come per
esempio nel verso la neve ancora dove le sillabe sono sei, ma i punti
vocalici cinque, perché le sillabe
ve
e an
si fondono, nella dizione, in un solo punto vocalico. Un verso come sul giardino e lo invecchiano che conta dieci sillabe, ha però
otto punti vocalici perché ci sono due fusioni. Gli ultimi due punti vocalici
non hanno valore ritmico perché sono atoni. Per cui si tratta, avendo l’ultimo
impulso ritmico in sesta posizione, di un settenario. N.L.T |
