OPERAMONDO

portale di cultura teatrale

Opera

TEATROMONDO

 NLOM

MODACOSTUME

vaghe.stelle

LTE


Home ] Storia dell'Opera ] Grandi Autori ] Grandi spettacoli ]


Su
Il pomo d'oro
Philippe Quinault
Carlo Cantù
Arianna
Il ballo delle ingrate
L'incoronazione di Poppea
Mercurio e Marte
Il ritorno di Ulisse in patria
Le nozze di Figaro
Così fan tutte
Don Giovanni
Giacomo Badoaro
Ludovico Zorzi
Virginia Ramponi Andreini
Il teatro mediceo
Il teatro Farnese
Solerti Angelo
Opere di Jacopo Peri
Gli intermezzi della Pellegrina
Ottavio Rinuccini
Nino Pirrotta
Musica teatro prima di Opera
Ludovico Burnacini
La favola pastorale in musica
Commedia dell'Arte e Opera
Jacopo Peri
Il rapimento di Cefalo
Euridice
Il nuovo stile monodico
Il gran teatro del principe
Giulio Strozzi
Giulio Caccini
Fortuna del melodramma
Dorsi Rausa
Dafne trama
Dafne
Caccini Le Nuove Musiche
Bernardo Buontalenti
Francesco Sbarra
San Cassian
Antonio Cesti
Alessandro Striggio
La Pellegrina

 
 

 

 

 

 

 

 

Opera

 

La storia dell'Opera

Euridice

Il nuovo stile monodico e la nascita dell'opera

Jacopo da Empoli Le nozze di Maria de Medici e Enrico IV di Francia. Galleria degli Uffizi, Firenze.

Firenze, ottobre 1600 In occasione delle feste per le nozze tra Maria de’ Medici e Enrico IV di Francia, gli invitati ascoltano un nuovo tipo di musica e assistono, per la prima volta,  a spettacoli interamente cantati. Il 5 ottobre, durante un banchetto a Palazzo Vecchio, si canta la Contesa tra Giunone e Minervamusica di Emilio del Cavaliere e versi di Giovan Battista Guarini. Il giorno dopo a Palazzo Pitti si rappresenta l’Euridice, musica di Jacopo Peri (alcuni brani sono di Giulio Caccini) su versi di Ottavio Rinuccini. Il 9 dello stesso mese nel Teatro Mediceo degli Uffizi va in scena Il rapimento di Cefalo di Giulio Caccini e collaboratori su testo di Chiabrera. Due sono le grandi novità: il nuovo stile musicale e il fatto che per la prima volta un dramma sia interamente cantato. Per quanto riguarda lo stile musicale, chiamato stile monodico fiorentino, siamo in presenza di una reazione umanistica alla polifonia di impronta fiamminga. Un gruppo di musicisti della cerchia del conte Bardi (la ‘camerata de’ Bardi’) decide di riportare a vita lo stile musicale antico che, secondo i loro studi, era improntato alla più grande semplicità e permetteva la perfetta udibilità delle parole. In questo modo gli ‘affetti’, cioè i sentimenti, sono meglio espressi, come scrive Caccini stesso nella prefazione alle Nuove musiche: “quei canti per una voce sola parendo a me che avessero più forza per dilettare e muovere che le più voci insieme". Lo studio degli scritti antichi sulla musica aveva portato ad una conclusione: il segreto della musica greca consisteva tutto nella perfetta unione tra parole e melodia. In questa unione la parte predominante, la funzione generativa era svolta dalla parola, come afferma ancora Giulio Caccini nella prefazione a Le nuove musiche: “Platone e altri filosofi affermarono la musica altro non essere che la favella e il ritmo et il suono per ultimo, e non lo contrario”. Questo principio generale genera alcune regole alle quali il musicista deve attenersi: il testo deve essere perfettamente comprensibile, quindi il canto deve essere a una sola voce, con un semplice accompagnamento strumentale, di un liuto per esempio. La polifonia contrappuntistica viene quindi esclusa perché non permette la chiara comprensione delle parole, cantate simultaneamente e con diverso ritmo per ciascuna parte. Alla stessa volontà di restaurare il teatro antico risponde la scelta di far cantare il dramma dall’inizio alla fine, come risulta da quanto scrive Jacopo Peri nella introduzione a Euridice: “Stimai che gli antichi Greci e Romani (i quali, secondo l’opinione di molti, cantavano sulla scena la tragedia intera) usassero un’armonia, che avanzando quella del parlare ordinario, scendesse tanto dalla melodia del cantare che pigliasse forma di cosa mezzana”. Il musicista quindi compone la melodia e l’accompagnamento soprattutto tenendo presente il significato delle parole e imitando il fraseggio di una voce umana emozionata.

 

 

Copyright 2009 LATORRE EDITORE Il contenuto di queste pagine può essere utilizzato solo per uso personale e didattico info@operamondo.it